giovedì 16 maggio 2013

Televisionhead's TOP 15: i miei scrittori preferiti

A quanto pare sono ancora così stupido da leggere, lo ammetto, anche se è meglio guardare le viole crescere e la pioggia cadere e la merda marcire noi uomini e donne contemporanei abbiamo bisogno di surrogati di emozioni. Colpa mia? No, cazzo, no. Colpa di millenni di segregazione mentale. Per evitare la totale pazzia è meglio tagliare gli alberi, maciullarli, trasformarli in cartaccia e spruzzarci sopra più o meno a casaccio parole, parole, parole, fregnacce che ci fanno piangere, fregnacce che ci fanno ridere, o, più spesso, fregnacce che ci fanno sbadigliare i coglioni fino alle lacrime. Qualcuno però ha reso fuoco quelle pagine, bruciando via anni e anni di malessere del lettore, collegando i loro corpi putrefatti con i nostri ancor vivi con invisibili fottutissimi sentieri mentali. Cosiddetti scrittori, cosiddetti immortali. 15, per fortuna sono pochi, ce ne sarebbero a carriolate, di vecchie ossa a cui leccare il culo a posteriori e da far vedere a voi ignorantoni facebook-cefali, ma mi limiterò perché codesta è solo una trovata commerciale e voglio scopare senza baci in questo excursus evitabile, fraintendibile e poco sensato. Prendiamone uno dal mucchio:


15) Walt Whitman

Giusto il più grande poeta a cui riesco a pensare, sul momento. Se mi ci metto mi vengono altri nomi, ma quello di questo barbuto vecchiaccio è il primo. Un solo libro, "Foglie d'Erba", ristrutturato, ampliato, lucidato nel corso di tutta la sua vita è l'opera più monumentale e significativa della modernità, diffidate da commenti di altro tipo. Costui fa sembrare "Urlo" di Ginsberg la scorreggia di una pulce nel vento. Nulla di più onnicomprendente, cosmico, vero, scoperchia-cranii ho mai potuto leggere, e, per una volta, leggere un libro sembra davvero essere meglio di una silenziosa passeggiata nel bosco con solo il proprio ego pugnalato a morte nella contemplazione dell'Unità. Grazie, vecchiaccio barbuto. Eccheccazzo.
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 14) John Kennedy Toole

Personaggio leggendario, morto suicida perché era la persona giusta nel momento sbagliato, questo fiero abitante della vecchia New Orleans ha scritto il libro più divertente che abbia letto, "Una Banda Di idioti". Il suo personaggio migliore, Ignatius, è raffigurato in una statua meravigliosa davanti al centro commerciale del quartiere francese della sua città amata, e questo basta a commuovere. Era lo scrittore preferito da Bill Hicks. Serve dire altro? Manco pel cazzo!
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 13) Severino Boezio

Chi di voi mi ama lo sa: la frase che più spesso ripeto è: "le nuove generazioni dovrebbero leggere più Boezio e farsi meno seghe". Già. "De consolatione philosophiae" è semplicemente scintillante genio che trasuda dai millenni. Roba con le balle ben gonfie. Boezio, rappresenti la morte della verità. Grazie di aver scritto quella robaccia invece che esserti limitato a fissare i muri della torre in cui ti avevano ficcato in attesa di farti sparire dalla circolazione, ne hai aiutati molti. Tra cui me.
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 12) Charles Baudelaire

Talmente bravo da passare indenne il fatto che i fottuti hipsters lo osannino costantemente, e questo già la dice lunga. Costui girava per le vie di Parigi con i capelli tinti di verde quando ti guardavano storto per come respiravi. Nella scrittura ha dimostrato palle e fegato ancor maggiori, fregandosene di autodistruzione, pregiudizi e merda liquida passata per opinioni, e andando oltre a dove gli occhi potevano guardare. Se c'è la morte Baudelaire le sta facendo i ditalini. Roba enorme.
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 11) Robert E. Howard

Suicida, giovane, geniale, non risconosciuto in vita, riconosciuto solo parzialmente dopo la morte, inventore dell'heroic fantasy, genio poliedrico prolifico come trecento conigli sotto viagra. Gli ingredienti per delle letture mai noiose, potenti come mannaiate sui denti e figate a 360 cazzo di gradi ci sono. Gente che ami il genere pulp, nonostante la sua meravigliosità, purtroppo, scarseggia sempre.
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10) Charles Bukowski

Diceva che se i carcerati ti leggono e ti vogliono bene non puoi dire di aver sbagliato nulla come scrittore. Aveva ragione. Oltre che prosatore col cazzo più lungo del tuo, era anche un poeta rivoluzionario e attualmente insuperato. Chinaski, figlio di cane.
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 9) Dante Alighieri

Chi dice che di buono ha scritto solo "L'Inferno" ciuccia i cazzi alle suore e non ha mai letto Dante. Inimitabile, Inarrivabile, il genio.
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 8) George Orwell

Semplicemente un genio della fantascenza e dell'allegoria. Trascende la politica schiava del tempo ed entra nella dimensione della psicologia, del mito, dell'Umano, e scrive con una semplicità palese e scorrevole. Due dei migliori libri di tutti i tempi vengono da questo pirla. E' abbastanza? Sì, tu non ne hai scritto nemmeno uno.
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 7) John Milton

Anche se il finale del suo libro migliore, il "Paradisae Lost" fa cagare sangue a spruzzo dal buchetto del cazzo, il resto è Beethoven tradotto a parole, prima di Beethoven. Potente come un cazzo di uragano F-6 su pel buco del culo, le sue parole sono esplosivi piazzati sui neuroni. Ed era pure cieco come una talpa quando l'ha dettato (non scritto) agli scribacchini. Whoa!
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6) Philip K. Dick

Drogato, schizofrenico e paranoico, aveva sempre l'impressione che il buco del cesso o il suo gatto potessero essere sbirri venuti dal futuro per bruciargli i peli delle balle e per inchiodargli il popò. In pratica, un simpaticone, che oltre a questo era dotato d'una fantasia schizoide meravigliosa. "Scorrete lacrime disse il poliziotto" è un libro che non capiremo mai abbastanza.
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5) Franz Kafka 

Posizione pari merito con Dino Buzzati, E. A. Poe e Lovecraft, il nostro ebreo di Praga che voleva bruciare i suoi scritti è semplicemente oscuro come la gnocca di Madama Morte, e sprizza genio da ogni orifizio. Bravo.
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 4) Fedor Dostoevskij

Nonostante la sua pallosità stratosferica e quasi del tutto insostenibile, lo ficco qua in mezzo perché mi piace la sua barba.
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 3) John R. R. Tolkien

Chiunque lo abbia letto senza merda spalmata sulle pupille sa perché cazzo c'è Tolkien, in mezzo a qualsiasi lista di scrittori. Semplicemente un buon uomo. Un filantropo, quasi.
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2) John Steinbeck 

Lo scrittore che dovrebbe servire come metro di giudizio per capire chi è uno scrittore. Mai stronzo, mai ciucciamerda, mai banale e mai noioso. Mica facile. E questa testa atomica è da leggersi in ogni caso, se si è nati sulla Terra.
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1) Omero 

il Non-plus-ultra delle figate, talmente "cool" da non esistere (forse) nemmeno, Omero, il dio dell'epicità, dell'intreccio, della metafora, dei mostri fighi, della poesia, della prosa, probabilmente sapeva pure scopare a testa in giù, se c'è un dio lassù può pure pulirgli i sandali, a 'sto genio superiore. A volte mi chiedo perché cazzo esco il sabato sera invece che sciropparmi l'Odissea steso a letto con una pinta di Whiskey sul comò, candele, e pioggerella fuori. Campione, cazzo!
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Grazie per la lettura e buona lettura.

 In fede,

 TELEVISIONHEAD.

mercoledì 15 maggio 2013

Little Rolling Heads From Outer Space Vol. 5

     Disordine, contate quante volte dico "cervelli".   image
                     Little Rolling Heads From Outer Space (Vol.5)

              — Rubrica di critica musicale per teste d’acido, di Televisionhead —

     Quinta Puntata: DISORDINE

Eccomi a recensire i Disordine. La copertina stimola-cervelli con cervelli mangiati da allegre famiglie anonime anni '50 mi invita, prendendomi la manina, a fare un tuffo nelle loro peregrinazioni sonore hardcore. E io mica mi tiro indietro. Inizio col dire che il concept visivo dell'album spacca i culi, è fatto bene, l'ironia dei grotteschi figli di puttana che pappano la materia grigia (forse la loro, forse la nostra, forse entrambe) mi piace, è un must dell'hardcore parlare di cervelli, disegnare cervelli, denunicare cervelli spenti, stimolare cervelli, quindi, porcoddio, benvenga.

E infatti nel disco non si parla mica di caramelle ed elefanti: si parla di prendere a pugni nei coglioni proprio i rappresentanti dell'allegoria in copertina. E' hardcore. O posthardcore, vabè, ma alla fine, chissenefotte di che genere è, ci siamo capiti, tra le righe.

Metto play e il disco inizia con "L'inizio", un intro noncemale con all'inizio quelli che sembrerebbero inequivocabilmente rumori di una sega, vera o finta che essa sia, non ho capito, ma ci stava, cazzo. Per tutto il disco, premetto, ho avuto la sensazione che i Disordine siano un gruppo che in live possa dare il meglio, il che vi sembrerà una cazzata ovvia, ma ovviamente vi sbagliate, stupidini. Hardcore significa anche "Corrono Ginocchia Sbucciate" dei Frammenti, per esempio, che per me è quasi oggettivamente meglio ascoltare da soli, con le mani nascoste in tasca camminando verso casa con file di alberi morti ai lati della strada morta, in inverno, al tramonto. I Disordine invece mi danno l'idea di un concerto estivo, andare a vederli a un festival, così, tirare pugni al vento, bestemmiando contro l'aria. Sto divagando? Sto divagando.

L'intro ci spinge mica con cattiveria verso la seguente "Riparto da Qui", bucherellata da stop & go. La voce in questo pezzo è cattiva ma si contiene, sembrerebbe, per dopo. Mi da l'idea che allo studio di registrazione erano meno incazzati di quando l'hanno scritta, ma non poi troppo, 'nsomma. Le cose si allineeranno di più successivamente, ne "Ad Occhi Chiusi" la voce e la chitarra entrano sole ed assieme, e il messaggio viene sparato fuori da delle incessantemente spennazzanti chitarre ben suonate, hanno qualcosa che mi fa dire, questi Disordine, ecco il punk hardcore. Poche volte l'unione tra questi due cazzi di generi è riconoscibile come in questo disco. La canzone è comprensibile, schematica, mi dispiace segare le palle a chi legge ripetendomi ogni due per tre, ma, porcocazzo, devo farlo: questo gruppo, ne sono certo, live, è il modo corretto di assumerlo, me lo dice la vocina nella testa.. Mi vedo là sotto al palco a scuotere questa mia televisiva testa in prima fila. Perché no?

Sia come sia, inizia la prossima canzone, "Raccontami Ancora". Inizia col piede giusto, continua col piede giusto. Fin'ora la più valente, a mio giudizio. Le lamette strofinate sui bulbi oculari del verso lasciano improvvisamente spazio all'imprevedibile ritornello, eppoi al particolare ponte sonoro tra la prima parte della canzone e la seconda: un calcio nel cazzo. Un pezzo da leccarsi i baffi, semplice ma complesso, cazzuto al punto giusto. I Disordine lo sanno, e continuano a massaggiarci di sberle medio/forti le orecchie (sarà perché non ascolto dischi hardcore se non al volume massimo?) con "Imparare a Nuotare". Di questa mi piace più la musica che non il testo, ma sono cazzi miei.

"Plastica", invece, è un inno all'anti-merda, una canzone che mi è parsa apposto, dopotutto, il cui climax è il ritornello ben azzeccato. Puttana miseria, la plastica non le tollero manco io, metaforica o meno, poco da farci. Detto questo inizio a menarmi il cazzo della mente (o del cervello) per i brevi ma concreti 2 minuti e 10 del pezzo sulle tragiche figure nell'artwork dell'album, me li figuro a mangiarmi le palle ridendomi in faccia, mi incazzo, mi risveglio, è iniziata "Deptford 453", molto bello come pugno in faccia, la tendenza quasi-melodica dell'album è qui contraddetta, ma dura poco. Dura poco? no, nella seguente ed ultima "La Fine", la cazzo di miglior canzone (ma, ohimè, l'ultima), resta abbastanza cattiveria sul fondo del bicchiere, le vertebre della canzone reggono, ci sono un paio di sorprese, le voci sono al loro picco e i cantanti sono 2, è proprio un buon pezzo, soprattutto dopo la relativa oscillazione delle canzoni precedenti, tra melodia ed avere le palle piene del mondo, qui si trova lo sfogo finale del disco, che personalmente avrei voluto il più possibile simile "alla fine".

Ciò non toglie che il disco sia ascoltabilissimo da un pubblico ferrato in materia post/hardcore/punk/anarcho/roba. Personalmente sono triste per la brevità del disco (17 minuti scorrono in frettissima, porcocazzo), ma l'opera del gruppo va presa così com'è, e il mio giudizio è: non un capolavoro, per niente una merda, ma nemmeno un lavoro mediocre, santamadonna, piuttosto un disco che fa piacere avere nella propria collezione di roba hardcore, un giudizio positivo mi esce spontaneo, senza ripensamenti, ecco quà.
Onesto. Mica è poco, cazzo.


 Link alla musique dei Disordine: http://disordine.bandcamp.com/

Link alla spazzatura facebook di Televisionhead: https://www.facebook.com/Televisionhead?ref=hl

martedì 14 maggio 2013

Little Rolling Heads From Outer Space Vol.4

Il Cimitero Nello Specchio, sperimentare è dire poco


Little Rolling Heads From Outer Space (Vol.4)

— Rubrica di critica musicale per teste d’acido, di Televisionhead —

Quarta Puntata: Il Cimitero Nello Specchio

Porcodio! Era ora! Un gruppo sperimentale! Parlando per me, son stanco fin dentro ai coglioni di sentire la stessa merda di cane friggersi e rifriggersi in eterno nella stessa padella, ed ecco che appena stavo per tirarmi un colpo di schioppetto nel più scuro buco che ho nel corpo per via della sfiducia nella creatività nell’uomo musicalis del 21 secolo, m’arriva da recensire il cimitero nello specchio. Il qual nome già di per sé merita. Senz’altro siamo lontani dalla cacca sonora che troppo spesso ci propinano. Cristincroce, ‘sto disco (“Sulla Soglia”, si chiama) ha pelo sui coglioni: è autoprodotto, autoregistrato, autoconcepito, e non ci ha mica voglia di venirci a raccontare fregnacce… Il sound è piuttosto complesso a dirla tutta: mi fa pensare ai miei amati Lounge Lizards (prima maniera) che fanno una sega ai Portishead, mentre il cadavere vizzo e mezzo squassato di Chet Baker suona appeso a testa in giù su un palco bruciato “my funny valentine” al contrario, e Frank Martin Strauss degli Einsturzende Neubauten nel frattanto si diverte a suonare ninnenanne africane martellando carrelli per la spesa amplificati e distorti mentre un disco di billy holiday inceppato continua a suonare lo stesso loop triste ma audace all’infinito, in sottofondo. Signore e signori, è roba da sentire strafatti. O roba che vi fa sentire strafatti se gli date una possibilità, e la piantate, ‘na buona volta di ascoltare sempre i soliti due dischi dei Maiden o di Katy Perry in repeat, lasciando spazio a gente viva, a gente sconosciuta ma non per questo meritatamente sconosciuta.

La prima traccia, “When the bugs have No Home”, ci abitua ad un cantato che non ritroveremo facilmente in tutto l’album, e mentre l’angosciante ritmaccio “alla NIN” ci striscia tra i neuroni, trombe impazzite anni ‘40 e sovrapposizioni sonore di varia natura (contatele, se vi riesce) contribuiscono alla sensazione di trovarsi in manicomio abbandonato in un languido e soffice badtrip con le mutande umide. Uno schiaffo al rallenty, ma l’anima del disco è da ricercarsi più in profondità, considero questo pezzo un sipario che si alza.

“Hellxxon Waldez” è una canzone deforme. Ma è una deformità che ci obbliga a guardarla… Potrei chiamarla un intermezzo. Tutto può essere jazz, mi verrebbe da dire, senti questa e pensaci.

Dopo è il turno della timida “untitled_1”, il cui ruolo mi sembra quello di stendere un tappeto rosso per “Rovine”. Un basso molto trip-hop, una base molto jungle-jazz, una figata se posso sbilanciarmi, visto che ‘sto cazzo di genere non si trova da nessuna cazzo di parte e me lo sto ritrovando tra le orecchie or ora, cazzo! Se ai raves ci fossero pezzi così, andrei ai raves. E invece col cazzo che ci vado. Un tip piuttosto liquido mi rimescola il cervello, mentre ascolto questo pezzo, il migliore fin’ora. Si inizia a percepire l’atmosfera dell’album, sta a voi procurarvi sinestesie stesi a letto con questi grooves ibridi, mica a me. Bel pezzo, cazzo!

“Untitled_2” è un altro intermezzo, ma se non ve lo dicevo col cazzo che ve n’accorgevate, perché ora inizia “Notte senza Luna”, paranoico jazz per scrittori con crampi di fame e pensieri più neri della roba che mi esce dal cucù se mangio thailandese per tre giorni di fila. Evoca essenzialmente una calma ipocrita, una tranquillità epilettica che assomiglia all’appartenere a due mondi al contempo. Ma la sorpresa arriva verso il terzo minuto. Qua si viaggia di brutto, non sto dicendo cazzate, il giro di chitarra è azzeccato, fa vedere una luce alla fine del tunnel di angoscia bianchiccia, ma ancora ci si sbaglia: imprevedibilmente le onde sonore ci portano al di sopra delle già provate seghe mentali, per farci volteggiare in uno dei più ben riusciti flow del disco. C’è solo da star zitti e da rimpiangere di non aver voglia di “farne su un’altra” per impedirsi di rovinare l’atmosfera del brano. Il consiglio è: preparatevi il cervello all’ascolto come meglio potete, perché se lo ascoltate tutto di fila, questo primo lavoro del Cimitero Nello Specchio, non avrete cazzi di alzarvi dal letto o dalla posizione stravaccata in cui sarete per tutto il tempo che durerà. Il pezzo dura 11 minuti e 19 secondi ed è un tempo giusto per un pezzo come questo, niente da dire. Il centro dell’opera, sencondo me, è proprio questa canzone, la sesta su dieci.

Ma mica è finito, è il turno di “Al Buio”, che più che una canzone è un’ “evocatore di umore”, che stende il tappeto alla Title-Track: un sottile riff di chitarra introduce lo spleen elettrico del pezzo. Sentendolo, vedo campi di grano secchi e calderrimi, un vecchio con la barba fino alle palle vestito da spaventapasseri crocifisso lì in mezzo, corvi che gli beccano la testa, nuovole di cemento su una città di provincia. C’è dell’industrial nella pancia di questa canzone: Il basso, il BASSO non ci lascia in pace mentre fuori dalla finestra operai scazzati tagliano lamiere armoniosamente e noi pensiamo al suicidio bevendo un thé al cardamomo, sorridendo. Poi il pezzo finisce forse troppo presto. Ma sono problemi miei, ogni tanto mi masturbo il cervello colla musica, sai.

“This Wall Together”, la prossima, non mi fa avere visioni grigie, ma mi fa riflettere. Questo pezzo è una stracazzo di evocazione, e pure ben riuscita. Un finale? Quasi. “Untitled_2” Ci fa uscire dal torpore con un semplice giro di chitarra, e “Sulla Soglia” è finito. Dico che è un buon disco perché non mi ha rotto i coglioni con forzature o con sottolineature o con pernacchie per stupire, è un disco onesto, solido, inadatto agli scaffali di qualche negozio patinato e perciò va ascoltato, a mio parere, proprio per la sua difficoltà di reperimento, per la difficoltà che sembrano avere i gruppi nell’andare fuori strada e perdere l’accesso alle etichette “sicure” date ai generi musicali non miscelati fra loro. Questo lavoro musicale non è “solo questo” o “solo quest’altro”, ma è, dichiaratamente, ALTRO. Questo gli farà perdere ascolti dai “camminatori sui sentieri” e da chi ama la musica in bianco e nero, ma mica per questo perderà il mio.

E per piacere a Televisionhead, non deve avere gusto della popò, ma del cioccolato.

Alla prossima, alla prossima, alla prossima.

Link al disco del Cimitero Nello Specchio:

http://ilcimiteronellospecchio.bandcamp.com/

Link al profilaccio facebook di Televisionhead:

https://www.facebook.com/Televisionhead?ref=tn_tnmn

giovedì 9 maggio 2013

Televisionhead’s TOP 15: i migliori/peggiori ammenicoli sessuali

Bonjour, segaioli, amanti delle leccate di ano sudicio, fan delle sborrate sui piedi di vecchie e sodomiti zoofili. Questa nuova TOP 15 vi farà "armare l'attrezzo" o vomitare, o entrambe, sì. Quest'oggi mi gira di parlare di un'industria che considero deliziosa: quella degli ammenicoli sessuali: oggetti di piacere e disgusto che fanno sempre sorridere la gente che non si prende sul serio, mica come quei religiosi con la puzza sotto al naso e tra le mutande, che tanto odiamo! Ecco qui:

15) Il divarica-ani "coda di porco"
Delizioso design, concetto solido e simpatico, è concepito per chi ha gusto nel soddisfare e nel soddisfarsi. Un oggetto da tenere nel cassetto e da usare a sorpresa solo quando non ce lo si aspetterebbe. in una confezione c'è anche scritto "falle grugnire di piacere!" ma è ovvio che è buono anche per un Lui, perché no? CazzoMadonna, altroché E=Mc2, ScrofaDio, queste son invenzioni! Meglio la bomb'atomica o un orgasmo anale porcino con un oggettaccio fracassone?!
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Prezzo consigliato: più di venti euro io non glieli darei...

14) Il divarica-ano Gesù Bambino
Che cazzo volete che aggiunga? Un oggetto di alto artigianato, che ha senso in quanto sfonda-ano e dunque portatore di piaceri proibiti, ed in più veicolante una metafora potente, sfottendo lo stesso simbolo di coloro i quali non vorrebbero, nel nome di chi t'infili nel più sordido dei buchi, che tu facessi ciò che ti piace fare a l'unica cosa davvero tua: il tuo corpo. Chèppoi Gesù ha mai detto qualcosa riguardo i dilatatori anali ai suoi discepoli? Non ricordo, ho usato il Vangelo come un pacchetto di Rizla, quindi ditemelo voi, anzi, lasciatemi in pace.
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Prezzo consigliato: Si merita molto più di quanto sia disposto a spendere.

13) Il Cono
Bello a vedersi e ad usarsi, è rosa come a suggerire l'organo ed il genere sessuale a cui è indirizzato. Davvero carino e sembra un soprammobile, oltretutto. Credo che vibri.
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Prezzo consigliato: Credo costi sui 40, ma nommifrega.

12) Lo Speculum Anale
Per i neofiti delle dilatazioni, è un must, cazzo! Va apprezzato soprattutto per la sua utilità a lunga distanza. Consideratelo un investimento, perché è quello che è. Fisting? Come, senza lo Speculum?
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Prezzo consigliato: Bè, qui si va sui 50+, che t'aspettavi? Mica fa ruggine, neh!

11) Il Cuscino Riscaldabile Per Penetrazioni Dolci
Costui vibra come il nasetto d'una lepre ferita, è morbidino come le carezze di nonna Papera, e caldo come le sue torte di mele. Gonfiabile significa che non ruba spazio, e non costa poi troppo. Per chi ha fantasia, è un compagno tutto da scoprire. Eppoi si possono lavare le secrezioni vaginali con estrema facilità! Anche la cacchetta e i sudorini anali vanno via che è un piacere! Da provare una volta nella vita, se siete i tipi giusti.
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Prezzo consigliato: Non meno di 50 Euri

10) La Robolingua
Da usare con gli occhi chiusi per evitale restringimenti degli orifizi sul più bello, questo oggetto curioso forse è più divertente da guardar usare a una cicciona solitaria che crede di non essere vista e invoca il nome di Sylvester Stallone che ad usarla noistessi. M'ispira simpatia e repulsione, quindi eccola qua. Brillasse al buio, sarebbe ancor meglio. Si offre a miglioramenti.
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Prezzo consigliato: Attorno ai 16 ma meno di 25.

9) L'autosucchiacazzi
Per chi ama i pompini automobilistici ma non ha la materia prima per procurarseli. E' collegato ad una presa di corrente che funziona nel vano accendisigari delle auto. Fatevi fermare dagli sbirri in questo stato ed è probabile che vi faccian'andar via senza multe e non senza disprezzo malcelato. Da mettere nella propria wishlist.
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 Prezzo consigliato: mah, che prezzo daresti a ematomi sull'uccellaccio?

8) Maschera "anti"-gas-dildo
Chiamata anche "DickMask", è utile per chi ama gli odori nascosti e forti. In qualche modo, per quanto mi sforzi, non riesco a capire quale dei due ruoli preferirei... L'inculato o l'inculatore respirante. Ci vuole fiducia vicendevole e tanta voglia di andare oltre ai confini prestabiliti. Carino!
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Prezzo consigliato: Roba rara, si paga caretta, ma non gli darei più di 100 euro manco pel cazzo, io.

7) Il Signor Baffi
Fa rabbrividire i coglioni, ma il masochismo insito in tutti noi, ci fa dire... "Sii uomo, metticelo dentro" ed effettivamente fatto questo il bungee jumping è roba da pupi. Il signor baffi offre nella sua cavità aberrante una specie di pedoni degli scacchi che solleticano il pisellone. Calamitico.
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Prezzo consigliato: non ha prezzo, come un Van Gogh, va solo ammirato, dico.

6) La ficafinta
Per chi in testa ha "solo quello", ecco "solo quello". boh.
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Prezzo consigliato: Con il triplo c'è gente che ti scoperebbe sulla tangenziale. Fatti i conti...

5) Le bambolone realistiche
C'è qualche maschilista che ha detto "ne compri una, e le donne le butti nella monnezza"... Ma... Sapete cosa? a leggere le infinite caratteristiche positive di queste troie di lattice vien da pensare che meglio di una velina, 'sta stronza lo è di certo: tace, acconsente, ha delle batteria scalda-sorca. Meglio della donna ideale? Bè, no, ma tanto, chi ce l'ha? Eppoi è meglio trattare da donna oggetto una donna oggetto che una donna donna. O No?
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Prezzo: Svariate migliaia, ma, c'è da dire, le fanno come cazzo vuoi tu, spesso.

4) L'imene artificiale
Perché una maledetta testa d'uovo debba rendere una scopata qualcosa di scomodo e macchiante, più di quanto una normale scopata non sia, non lo so, ma, come diceva quel testadicazzo di Voltaire, "difenderò fino alla morte il tuo diritto di..." eccetera. Robe da stronzi, però, se posso aggiungere una cosa. Robe da stronzi nella testa.
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Prezzo consigliato: Ma che ti frega?!

3) Il Faseghe
Fa ridere a crepapalle, e non somiglia ad altro che una bottiglia di acqua Rocchetta futuritica con gelatina di merda ad una estremità. Forse scoparmi uno stretto vaso greco dell'epoca ellenistica sarebbe meglio, almeno lì ti scopi la Storia, qui ti scopi una roba. Sì, una roba, che non si sa checcazzo sia, ma non sei "tu" a farti la sega, è "lui". Però la mano la muovi tu. Però no. Una figata che fa ridere anche dopo che smetti di ridere. Cercate su youporn i Faseghe, fa ridere vedere la gente usarli, hahaha.
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Prezzo: Attorno ai 16, 17 euri.

2) Il Culo di Lattice
Troppo stiloso, cazzo! UN CULO! UN CULO DEL CAZZO! HAHAHAH! Della serie: se ho un culo del cazzo che cazzo me ne faccio del resto? 'FANCULO!. Lo adoro. Se non fosse per il prezzo proibitivo, l'userei come portapenne. Bellissimo. Un culo.
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Prezzo consigliato: dai 100 in su, ma comprare un fottuto culo non ha prezzo.

1) La classica "ragazza di gomma
Un classico come e più di PACMAN, della PIZZA, di TUTTO. La ragazza di gomma è un'istituzione da sempre e spero che la tecnologia non fermerà mai i suoi tre bucacci dall'essere penetrati da bruti con occhiali a fondo di bottiglia che puzzano di vino e vivono con la madre fino alla morte di quest'ultima. La versione bionda è la migliore. Si gonfia presto e se ti fa girare le palle che ti scopi i palloncini puoi sempre smembrarla in men che non si dica, e quella mica si lamenta! E ci mancherebbe altro, porchiddio! La meglio, lei, la bambola, il sogno. In vetta.
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Prezzo consigliato: basso e ragionevole.


Grazie per l'attenzione, e ci vediamo alla prossima fottuta stronzata del cazzo! Grazie di niente! Vado a farmi leccare l'ano dalla lingua robotica, mica a dare monetine ai poverelli! Ciao.

lunedì 6 maggio 2013

Little Rolling Heads From Outer Space Vol. 3

        Nemophonica, band che emerge.
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                          Little Rolling Heads From Outer Space (Vol.3)

            — Rubrica di critica musicale per teste d’acido, di Televisionhead —

                    Terza Puntata: Nemophonica

Comincio subito col dire che, acciderbolina, non sarebbe mia intenzione recensire un cazzo di singolo, ma un cazzo di album, ma vista la scarsità di gruppi che si "concedono" alle mie recensioni picchia-palle proseguiamo con sta cazza di terza puntata della rubrica musicale più amata dai fantasmi: Little Rolling Heads From Outer Space, che stavolta, oltre ad essere basata su un video (cazzo, un video!) e quindi su UN SOLO STRACAZZO DI PEZZO, sarà anche breve come il cazzo di un feto femmina al primo mese, soprattutto per il fatto che ho paura di cosa direi, e che comunque oggi non ho cazzi neanche di menarmi il batacchio, figurarsi compilare una recensione degna di essere chiamata col suo nome.
Nemo significa nessuno, e fonica significa -tipo- suono. Sto traducendo.
Ora passo all'ascolto, e alla visione, di "storia di una fine", il loro primo singolo, estratto dal loro primo album che a quanto pare mentre scrivo non è ancora uscito ma che uscirà tra molto poco... 
Il video è ben girato, HD e tutto quanto, si. Mi pare che i musicisti abbiano studiato sufficientemente per non essere affatto considerabili "principianti allo sbaraglio", sì. Si nota che hanno lavorato per ottenere un sound melodico e pop, sì. L'unica pecca è che non percepisco invenzione, ma a chi ama questo genere di musica consiglio certamente di dare un'occhiata nella direzione dei Nemophonica, che potrebbero addirittura (secondo me non hanno niente di meno ai gruppi cui assomigliano, nel bene e nel male) venir trasmessi su qualche MTV. Massì, cazzo, cosa volete che vi dica uno che ama i sonic youth, il raw black metal, il cool jazz, il punk hardcore, il pop anni 90, le sigle dei cartoni animati e Beethoven su un gruppo "alla MODA'"? Suonerebbe strana e stronza una recensione fatta da me, Televisionhead, su un gruppo emergente che suona roba che non ascolterei mai per via dei miei gusti personali; e mi toccherebbe sudare dal culo per restare imparziale, QUINDI mi limiterò nelle poche righe seguenti, ad esprimere soltanto opinioni assolutamente oggettive e non basate su assurde comparazioni con gruppi che io amo e che non sono però simili a questa band, conscio del fatto che non sono un critico adatto a QUALSIASI genere, anche se secondo me sì, ma questo l'ho solo pensato, per cui fate finta di niente e andate avanti.
La cosa più bella di tutto quanto il video è la gnocca che scava una tomba guardandomi negli occhi, e tutto, no, cazzo, non avete capito, intendo tutto ciò che ho da dire sulla musica (per i motivi sopracitati) è: se vi piace Sanremo fatevi avanti, ché io ci ho da ascoltare gruppi alternativi, porcodiddio!
In pratica, riservo a voialtri il giudizio dandovi i links, e... Che cazzo ne so, considerate questa puntata come un self-service, ecco, vaffanculo.
P.S.: Anche i corvi che si sentono all'inizio ed alla fine del video son fichi.
Un grazie ai Nemophonica, quantunque, che mi hanno inviato la loro canzone. Hanno dimostrato un fegato che pochi altri gruppi hanno, o sembrano avere.
Ora un annuncio a tutti gli altri gruppi: insomma, DIO SCIOCCO, me la spedite la vostra merda di musica, voi gruppi emergenti nascosti nell'oblio, o devo venire porta a porta a farvi pompini con ingoio in cambio di canzoncine? Eddai, cazzo!

Alla prossima, teste d'acido.

Links alla robba dei Nemophonica ---> https://itunes.apple.com/it/album/storia-di-una-fine/id642042749?i=642042889
http://www.youtube.com/watch?v=2Q94W43Rx-M
https://www.facebook.com/pages/NemoPhonica/39184852970?fref=ts

 Link alla mia pagina facebook ---> https://www.facebook.com/Televisionhead

venerdì 3 maggio 2013

Triste Mondo Malato


Televisionhead consiglia: tutto ciò che è vintage, dando uno sguardo alla (ir)realtà musicale da cancro ai coglioni che ci avviluppa, è bene avere memoria storica, cosìcchè, quando cammineremo col bastone e ci usciranno i peli dalle orecchie potremo bacchettare i nuovi teenagers iperattivi nel far nulla di Domani, dicendo loro che, se non altro, la puzza sotto alle ascelle degli anni 90, noi, o alcuni di noi, l'abbiamo per lo meno avvertita distrattamente. Quanto basta per essere delusi con una forza che rasenta il trauma da questi anni 2000 e '10 di merda, che ci hanno sottratto la felicità di essere giovani costringendoci a vile revivalismo di fotocopie sbiadite di ciò che un tempo era. Una generazione che imita i propri padri è una generazione sconfitta, e merita di morire. Peccato per me e te, lettore, ma i cani umani coi quali abbiamo pranzato, gomito a gomito, nella mensa dei poveracci che è la vita, quei maledetti mostri di mediocrità che chiamano coetanei, ebbene loro hanno ucciso lo sballo. Nessuno avrebbe potuto prevederlo. Non l'hanno ucciso i genitori. non gli sbirri. non la guerra, interiore o esteriore. non la disperazione. non MTV, schiava delle mode e venditrice meccanica di onde di merda come mode. No. è stato il ragazzetto della porta accanto che ha preferito le discoteche ai rave, le tastierine agli amplificatori, il rap bianco o quello nero più borghese a quello cosciente del messaggio che si portava dietro; ha preferito le boyband al new sincerity movement del Texas, cagato solo dalla solita nicchia veggente di quattro stronzi. Ha preferito Beyoncè a Kurt Cobain e Ronan Keeting ai Lounge Lizards. Bè ogni generazione ha la sua guerra, e la mia è stata quella di dover stare in apnea tra il non potermi dire parte della Generazione X e il non voler far parte in nessun modo di quella Y. Se dite che gli anni 90 fanno schifo, siete stati ibernati sino ad ora, poichè io questi 20 anni li ho vissuti nel più totale disprezzo. Non potendo nemmeno identificare la mia angoscia in generi come l'hardcore, senza scadere nella fantasia di GALVANIZZARE pietosamente un movimento già cadavere, io sono figlio di anni mai esistiti. grazie di niente, Zeitgeist.

sabato 27 aprile 2013

TOP 15 - DROGHE

 TOP 15 - Droghe
Sditalinare il 3° occhio ti aggrada da matti? Consideri la realtà una squallida prigione senza vitto e alloggio pagati? Hai così poca fantasia da non riuscire nemmeno più a strofinare la tua "terza gamba" per farne uscire quel latte denso e appiccicaticcio? Oppure sei un habitué dello sconvolgimento artificiale dei sensi?
In qualsiasi caso, questa classifica dalle potenzialità molteplici fa per te, stronzo.
Partiamo subito, ché non mi va di cazzeggiare oltre:


15) Quelle bustine del cazzo di finta erba che rifilano ai bomboccetti con le labbra sporche di latte e sborra negli smart shop
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Un classico della pre-adolescenza, solo Pippo o un bimbominkia ci cascherebbero. Si presenta come un legale surrogato della marijuana ma in realtà altro non è che paglia su cui un asino fottuto in testa abbia pisciato piscio sabbioso, su cui poi del sapone liquido al limone sia stato abbondantemente spruzzato su quell'orrida matassa, imbustata e pronta da vendere ai cervelli stanchi di questa nuova gioventù credulona e puzzolente. Amico, fumare i peli pubici di tua nonna in carriola forse ti sballa di più. Anzi, sicuro come la morte che ti fa flippare di più le percezioni.
FRASE TIPO: "...Aspetta...Forse mi sta facendo qualcosa...No."


14) MDMA
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Molti di voi stronzetti amarognoli la prenderanno sul personale, ma, ebbene si, l'MDMA sta così in basso. Perché? Perché ha rotto il cazzo, no, ha buttato dodici bombe H sulle mie palle, piuttosto, e, sapete cosa? Il problema è che assomiglia troppo a chi ne fa uso: è prevedibile, futile, noiosa, inconsistente ed odiosetta. Questo almeno se unita ai luoghi ed alle "persone" con cui generalmente è assunta, ahimè. Raves di coglioncelli piercingati coi soldi della mamma, sporchi di polvere e merda secca dei loro stessi cani-da-finto-punkabbestia con pedigree e vaccini, dotati di sorrisetti vacui come tra l'altro è rispecchiato ottimamente dal loro cervello atrofizzato e bucherellato ben precedentemente dell'assunzione della prima pastiglia o del primo sorso di MDMA. Cazzo, sono accompagnati da pit-bulls rintronati dai frequenti noiosissimi pezzi di musica elettronica che ai raves sono "pompati a mille", e mi chiedo quanto felici essi siano di diventare sordi in party notturni coi loro padroni ciucciacazzi. Bracaloni, testedicazzo, scimmie piene di negatività, piene di cacca ed irregolarità cerebrali, mantenuti economicamente e mantenuti stupidi dalla loro droga favorita. Affanculo in blocco a tutti, sostanza ed utilizzatori, andiamo avanti.
FRASE TIPO: "Al rave di sabato girerà l'EMMEDI', io vado sicuro!"


13) Speed
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Se vi piacciono infartelli blandi, noia a velocità sostenuta, un ano facilmente penetrabile e calore con sudore abbondante, allora fatevi avanti, stronzi, sniffate sta merda, che sono anche troppo buono a mettere al tredicesimo posto di codesta classifica. E ne ho parlato pure troppo, sporca eva.
FRASE TIPO: "Prendi la custodia di quel cd, che ci facciamo due righe di speed!"


12) Ketamina
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Uno direbbe, la danno ai cavalli, cazzo, chissà cosa ci fa. Invece no. A parte dissociazioni tra mente e corpo, cosa che gli idioti provano ogni giorno anche senza l'utilizzo di sostanze "illegali", non succede un cazzo. Immaginate di venire presi a pugni e di non provare dolore, di andare cappaò ma di essere svegli, scemi e in una nebbia che forse c'è o forse è solo l'effetto delle due birre doppio malto di prima con un goccio di vodka liscia, chissà, ecco, ora immaginate di pagare per questo, e di rischiare di finire in galera per questo "sballo" da proto hipsters che si credono "lo zoo di Berlino" solo perché hanno provato 'sta ciofeca. Bene, ne vale la pena?
FRASE TIPO: "La Keta, miglior roba!"


11) Cocaina
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Se sei abbastanza ricco da potertene comprare abbastanza da poter dire di conoscerne gli effetti, allora non hai nemmeno bisogno di questa polverina bianchiccia che fa sentire un verme come Dio e che fa sentire Dio come Robert Plant. I sogni non dovrebbero avere prezzo, e questa droga si chiama autosodisfazione con il raffreddore. Quanto costa il fazzoletto con cui ti soffi il naso subito dopo che le tue fosse nasali si sono riempite di muco per via della coca? Eppoi disboscano e sfruttano troppa gente per questa droga da ricchi, almeno l'eroina ti rende derelitto come chi la produce... Mi sta sul cazzo.
FRASE TIPO: "Ragazzi, sabato sera nevica!"


10) Eroina
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La droga che tutti ringraziamo per averci donato la meglio musica jazz, punk, blues, heavy metal, rock, pop, grunge, synth, eccetereccetera. La ringraziamo perché siamo spettatori, ovvio. Questa dea capricciosetta regala meno di quanto toglie, e se è in classifica è solo perché, se legalizzata negli ospedali, darebbe sollievi enormi a chi crepa per un cancro al buco del culo e per altri malanni. Davvero, ha delle potenzialità, peccato che siano solo dei perdigiorno con la faccia da ladri a farne uso, oppure rockstars, scrittori e in generale gente con tendenze al talento e all'autodistruzione. Bah.
FRASE TIPO: "L'eroina è meglio dell'orgasmo... Ma non provarla mai!"


9) Krokodil
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La famigerata krokodil, ma certo. Cosa c'è di meglio di una droga fatta tra le altre cose con la carta vetrata per fiammiferi, benzina e medicinali generici frullati che ti fa marcire dall'interno? No, non è un libro inedito di William Burroughs, cazzo, è la realtà, e anche solo per queste caratteristiche meriterebbe il podio. Peccato per le sole due ore di euforia blanda che offre in cambio della zombizzazione. Mediocre ma con le palle più pelose del West, dico io.
FRASE TIPO: "дерьмо, гниение изнутри! ебать!"


8) Colla
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Ovviamente è così in alto per il suo fascino orrido, quasi un intrattenimento turistico per i cinici turisti che dicono "ooooh, i bambini romeni che sniffano colla, proprio come in TV! E come dicono i Ramones!". Ovviamente fa schifo, ma è un'immagine piuttosto significativa della nostra società, bambinetti di 10 anni con facce da assassini stupratori che si rifugiano nelle fogne respirando questa merdaccia amara nei sacchetti di plastica lanciando sguardi d'odio contro un cielo nefasto che li ha dimenticati. Roba sottovalutata.
FRASE TIPO: "................."


7) La droga che fa mangiare le facce 
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Detta anche "settimo cielo", proprio come la nota serie tv, è curioso come guardando l'omonima serie abbia avuto le stesse reazioni nervose ed assassine dei pochi che l'hanno provata con gli esiti che sappiamo. Mi dispiace per i poveracci a cui è stata strappata la facciaccia a morsi, accidenti, però mi chiedo come sarebbe metterla nei bicchieri d'acqua dei parlamentari durante la votazione di una delle sempre più numerose leggi per toglierci libertà. Dovrebbe essere divertente, penso, guardare il Parlamento azzuffarsi violentemente, e non dover più vedere quelle facce di merda dei politici, strappate a morsi le une dalle altre. Rilassante fantasia.
FRASE TIPO: "Chissà che cazzo di effetto fa questa cazzo di droga fottuta!?"


6) Trielina
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Incredibilmente facile da reperire, prezzo stracciato, confezione sobria e spartana ma non per questo priva di classe, è la migliore nel rapporto qualità-prezzo se non vi fotte niente delle vostre cellule cerebrali. Si dice faccia meno male della TV, quel "contiene sostanze probabilmente cancerogene" fa sperare la parte più sciocchina di noi che non ci sia troppo da paventare. Pochissimi i morti documentati in seguito al suo abuso, la Trielina (detta anche "trilly") è la compagna indimenticabile delle gioventù urbane dei decenni passati. Tramandata solo tra alcuni gruppetti in ogni città, che ne conoscono i segreti, ha il fascino delle erbe medicinali per le visioni dei nativi americani, solo trasposta in un contesto cementizio e cittadino, squallido al punto giusto. Potentemente allucinogena (ma senza luci e colori, statene alla larga, hippies!), offre uno svago depressivo solo a quei temerari che la sniffano sino a che la macchia nel fazzoletto è completamente secca. Una vera e propria macchina-crea-déjà-vu, andrebbe studiata e rivalutata. Attenti all'"effetto 3a persona", wow.
FRASE TIPO: "Cazzo, ecco l'effetto elicottero..."


5) Alcool
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Cara vecchia bumba, che dire che non sia già stato detto? Ecco un esempio di droga con solo effetti negativi ma che si prende il merito del divertimento spesso e volentieri. In realtà, lo sappiamo, è solo una coperta di Linus, la vita c'è anche se si è sobri, solo che abbiamo bisogno di essere più stupidi possibile, sembrerebbe, per goderne. E poi è approvata dal governo, che si intasca le sue percentuali. Meglio di così!
FRASE TIPO: "Non sono ubriaco!"


4) Fughetti
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Quasi sul podio, e soprattutto grazie al loro aspetto fisico. Belli, sani, simpaticoni. Anche le psicosi che risvegliano hanno il sapore del successo. Un must per tutti gli amanti dello scoprire, per tutti i curiosi, e per tutti gli idioti che devono provare tutto senza capirci un cazzo pur avendo la verità sotto alla punta del loro fottuto naso. Lati negativi troppo variabili, dipendenti dalla provenienza incerta, dalla facilità della presenza di parassiti, dalla società che ci fa piombare a calci nel deretano nei peggiori bad trips, ma i lati positivi sono solidi, quando ci sono. Un must per la psichedelia giovanile.
FRASE TIPO: "FIGATA!"


3) LSD
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Timothy Leary non era un coglione. E nemmeno Bill Hicks. Non me la sento di aggiungere altro alle loro brillanti opinioni che illumineranno i nostri terzi occhi per sempre. Un terzo posto che vale come un primo.
FRASE TIPO: "...Sarebbe così bello, cazzo, sarebbe così bello..."


2) Marijuana
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Un classico senza tempo. Il vero frutto proibito, che rende interessante anche il peggior coglione dell'universo o la situazione più pesa. Naturale, bella, fresca, profumata, utile anche a molte altre cose oltre che all'esplorazione di se stessi, è il best seller di così tante generazioni da significare qualità e resistenza al fattore tempo. Intramontabile, vecchia ganja. Cosa c'è meglio di te? Niente.
FRASE TIPO: "...Wow!"


1) Internet
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Ha spodestato la masturbazione dai nostri pensieri, ha rimpiazzato le esperienze realmente vissute con quelle virtuali, è la finestra fasulla che da su un mondo quasi vero e senza del quale nessuno potrebbe più fare a meno. Chi la usa ne è dipendente, sempre a smanettarsi il cervello come un cazzo che non ne vuole sapere di stare su, è il più grande mangiatempo dopo la tv. In sè ha tutta la conoscenza del mondo o quasi, ma noi ci accontentiamo di youporn, risate facili su youtube guardando cadute di testa di sfortunati coglioni e musica da scaricare per non ascoltarla mai. Guardare, guardare, guardare, non fare. Giochetti, seghe, sitacci di quint'ordine e disordinate visite random su wikipedia al più, sono ciò che diamo da mangiare al nostro cervello in fibrillazione, ormai. Sembrerebbe proprio che l'umanità perda la partita qualsiasi cosa faccia. Però c'è anche del buono, nel nido di questa serpe fottuta. Il mio blog, per esempio, il cui ultimo brillante post avete appena finito di leggere, junkies!